Teatro Buffo

(Sito ufficiale)

Gli attori della compagnia Teatro Buffo sono tutti diversi.

Conoscerli attraverso le esperienze biografiche e professionali è importante, ma non sufficiente a penetrarne la vita e l’esperienza creativa compiuta nell’ ensemble artistico sul palcoscenico.

Una diversità compiutamente felliniana emana dall’atto teatrale di Emilia Balbo: nata “ar Tufello” e vissuta in una famiglia numerosa di sangue siciliano, possiede quella comicità naturale che non fa differenza tra il palcoscenico e il dietro le quinte. Sarà per l’accento romanesco, sarà per l’irruenza che s’intuisce trattenuta, sarà per un ritmo comico che rimanda all’ineludibile, Emilia ci tocca dove nessun altro potrebbe.DSC_1852 Oscilla tra la passione per il flipper e l’insalata di riso, e la “cellulite amara” non è per lei un pensiero. E’ in compagnia del suo orsacchiotto preferito in una delle sue esibizioni più famose, ma chissà un giorno entrerà in scena con altri esilaranti fuoriprogramma sulla “proboscide” o su un misterioso mazzo di chiavi. Noi attendiamo fiduciosi.

Chi non si fa attendere è Simone Di Pascasio, due metri e spicci di altezza, per Emilia è biondo, ma lui non lo sa, per cui si ostina ad avere i capelli neri. Per tutti e sopra-tutti è il “faro” della compagnia: un dinoccolato compendio di caos organizzato che non sa cosa significhi risparmiarsi. Si allena alla resistenza fisica da quando era bambino nella campagna romana di Grottarossa, dove è nato, quando faceva la lotta col fratello e nelle pause sognava di diventare uno scienziato pazzo.DSC_0713.2 C’è riuscito solo a metà. Oggi è un attore pazzo.“Felicemente condannato” come dice di essere sul palco, nutre tuttora desideri irrazionali: essere un grande calciatore, saper volare, parlare con gli animali. Dicono ci sia riuscito, ma non è dato sapere in cosa. E se questo vi sembra strano è perché forse non l’avete ancora visto in scena.

Elio Meloni è nato a Roma il 7 novembre di “tutti gli anni”. Da bambino desiderava fare il dottore.DSC_3997-copia2 È tifoso della Roma e leggere il giornale, che tiene sempre con se, è molto più che una semplice passione. Sembra sia stato il caso a portarlo al teatro, ma non è così: da vero pierrot, è schivo a parlare di sé, a rivelare la propria età e mal dissimula le sue emozioni. Il palcoscenico è l’ ambiente che frequenta con determinazione e impeto. Sul palco lui “è il Teatro”. E non lasciatevi trarre in inganno, quel suo sorriso estraniante è parte di quell’abito del quale avrete ancora fame.

Giusi Nazzarro, trent’anni a luglio 2012, ha l’esuberanza riservata di una gran leonessa. Nata e cresciuta nei pressi di Roma, il teatro lo frequenta fin da bambina quando scrive copioni e allestisce spettacoli con e per la sua classe alle scuole elementari e mette in scena, per il solo pubblico familiare, “sketch di parolacce” in rivalsa verso l’autorità paterna.DSC_1832 Da adulta il Master in Teatro sociale e gli stage sperimentali in contesti di dopo guerra come quello dei Balcani, la porteranno a fare l’attrice “per un caso”, dice lei. La sua passione segreta è ballare musica anni ’70-’80, da sola o in compagnia, e confessa di nutrire un’ammirazione irrazionale per chi sa cucinare, attività che l’annoia profondamente. Due anni fa l’incontro fulminante con Teatro Buffo le ha fatto scoprire il piacere della sospensione del tempo e l’assenza dell’obbligo di essere altro da se stessi. “Su quel palco,- afferma- io sono Io.”

 Giuseppe Vomero, per tutti Pino, nasce e cresce a Roma nella borgata Trullo, gioca fra le buche di via Acetona a “malocchi” e con le sorelle a nascondino. Da bambino voleva fare lo scrittore oppure il bidello e questo la dice lunga su quanto gli piaccia ponderare le sue decisioni e le sue uscite. Oggi con Teatro Buffo è un attore gentile e disciplinato.

DSC_1957 Pino, ottima spalla e pronto all’ascolto, viene definito dai suoi colleghi un “computer vivente”, ma in cuor suo alberga un desiderio semplice: andare a Barcellona con la sua futura fidanzata.

Patrizia Milanesi è nata a Roma in zona Vigne Nuove. DSC00448-1Di quel quartiere ricorda ogni angolo, chiesa o giardinetto e lo fa con quella punta di malinconia che definisce anche il suo carattere . E’ una persona mite ma anche determinata, si spende per trovare ingaggi per la sua compagnia e fuori del palco chiede il permesso, ma dice sempre quello che pensa. Da bambina il suo sogno era fare la ballerina classica e ora, che con altri ruoli, la sua avventura in teatro è cominciata, confessa la sua” gioia immensa! In scena lei è Monica Vitti.

Roberto Cortellesi è un “tentacolare tuttologo, appassionato al limite dello sdolcinato”. Così lo definiscono i suoi colleghi della compagnia. Anche lui cresce a Talenti e la sorella lo accompagna nei suoi giochi. DSC_1893E’ nato a Gennaio e mostra una certa passione per l’astrologia quando afferma con orgoglio di essere un Capricorno. Adora i gelati e avere tanti amici. In effetti Roberto è uno strabordante animale sociale dietro una maschera perfetta che non vede l’ora di dire la sua; per lui fare teatro è stato l’esito naturale del suo temperamento. Sul palcoscenico trova se stesso e si riconosce “Io sono un comico!”

Diana Milos è l’“interferenza filosofica” del gruppo. Viene dalla Roma- nia, e qui ha portato l’infanzia da favola vissuta con i nonni Constantin e Maria che le hanno insegnato a fare i primi passi nella vita e a compiere un lungo viaggio verso se stessa.

DSCF7400Nata 2 volte come le piace dire,-nella campagna vicino Bucarest prima e nella metropoli romana poi, – è “dolcemente complicata” e ha il coraggio e la consapevolezza della fragilità, valore che sa trasmettere a tutti gli attori della compagnia dietro e fuori le quinte. Coltiva il desiderio di prendersi un anno sabbatico per gustare il senso del tempo, studiare ancora,- magari l’opera omnia della filosofia- e per poter collocare in una casa nuova e rassicurante la sua storia e la sedia del nonno rimasta vuota da tempo. Dolci occhi chiari e perfetto italiano, insiste nel considerarsi “un’incosciente”, ma di una cosa è sicura: Teatro Buffo è diventato la cartina al tornasole del suo cammino di oggi.

Davide Marzattinocci ha vissuto la sua infanzia a Roma nei pressi di Villa Ada, in un appartamento al 5° piano che non gli piaceva. Si esclude dalla sua famiglia molto presto e a 15 anni cerca il brivido della velocità sui go-kart, ma ne esce traumatizzato. DSC_6269 copiabCosì sceglie una pista diversa e ancora più avventurosa: ma dei suoi studi, delle sue ricerche sulla Drammateatroterapia e del suo curriculum professionale come docente di Arte-terapia e regista in diversi ambiti scenici, Davide non si vanta. Di sé dice “Sul palco io sono un deficiente”, e forse è vero perché il suo sentirsi inadeguato altro non è che la ricerca costante, attraverso il teatro, di quella forma di felicità che solo una prosaica esistenza può interrompere. Conserva il pudore del dilettante e il suo dissacratorio spirito dell’improvvisazione gli fa confessare di trovare i suoi momenti più meditativi nello “scaccolamento compulsivo”. Ma quantunque provi a non far trasparire i suoi desideri intimi, gli attori di Teatro Buffo, i suoi attori, lo sanno guardare oltre qualunque velo, e lo definiscono un “regio regista”.

Suzana Zlatkovic è stata quella che ha dato fuoco alle polveri. La metafora bellica non è casuale perché è nelle strade di Belgrado dove è nata, che Suzana ha imparato l’arte della guerra giocando alle amazzoni con le sue amiche più strette. DSC_3533Poi è cresciuta. Ed è per senso di giustizia e rivalsa che è passata dal desiderio di fare la gelataia a quella di occuparsi degli altri. Sono trascorsi anni, sono cambiati i luoghi ma lei continua a combattere. Da operatrice e fondatrice della Cooperativa Sociale Spes contra Spem e del gruppo Teatro Buffo a Direttore Esecutivo della compagnia teatrale, ha trasformato gli ostacoli in sfide e poi in successi. Il suo metodo è differente: “morbida ma efficace” viene definita all’unanimità. E i risultati si vedono. Sogni nel cassetto? “Suonare il pianoforte e pilotare un aereo”. Ehi voi, gente di Teatro Buffo, quando la vedrete seduta a strimpellare su una tastiera dovrete tenervi pronti a levare le tende, un tour oltreoceano vi attende!

Nota della curatrice:

E’ opinione comune che sia cosa saggia saper accettare i propri limiti. Saper vedere quel muro di recinzione che divide noi tutti da quello che sappiamo/ siamo capaci di fare ed essere.

L’esperienza complessiva di Teatro Buffo realizza compiutamente quanto la percezione di quel limite esistenziale sia preludio e realizzazione di una verità che non è solo scenica. Espressione entusiasta di quel limite e del suo magico superamento vede loro in scena, nel ruolo di Umani Eroi riflessi in noi, tutti, seduti in platea, accomunati nel perseguire lo stesso obiettivo.

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